LongevitÓ
Vivere in salute fino a 110 anni si pu˛! Parola dello scienziato Valter Longo, che ha scoperto come grazie ad una corretta alimentazione quotidiana e una dieta speciale saltuaria, la DIETA MIMA DIGIUNO, il nostro corpo abbia la capacitÓ di mantenersi giovane e di autorigenerarsi nella malattia.
di Angiola Bellu
montaggio: Cristiano Mattana

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La realtà è che oggi possiamo ambire ad avere un'aspettativa di vita ultracentenaria centenaria. In salute. Non è fantascienza: lo dimostrano gli studi dello scienziato italiano Valter Longo, professore di Gerontologia e di Scienze biologiche, alla University of Southern California e direttore di Laboratorio all'Istituto di Oncologia Molecolare IFOM di Milano.

Longo ha rivoluzionato le teorie sulla genetica partendo dalla molecola del lievito ed arrivando all'uomo: il nostro corpo non solo ha la capacità di mantenersi giovane, ma nella malattia riesce ad auto rigenerarsi a livello molecolare. Tutto questo grazie alla corretta alimentazione, descritta dallo scienziato nel suo primo libro di divulgazione scientifica: La Dieta della Longevità (ed. Vallardi), i cui proventi vanno per intero alla ricerca. Semplice, adatta al nostro DNA e molto 'mediterranea', Longo – che ha studiato le Blue Zone, i luoghi natii degli ultracentenari, tra cui la Sardegna e la Calabria – descrive un regme alimentare da adottare tutti i giorni. Aggiunge inlotre (questa la scoperta che lo porterà lontano nella comunità scientifica) una dieta da fare periodicamente, la Dieta-Mima Digiuno.

La DMD infatti – da seguire assolutamnte sotto controllo medico - abbassa i fattori di rischio legati all'invecchiamento, rallentandolo e permettendo di vivere molto più a lungo. Ma come funziona? E' importante soprattutto il tipo di calorie da assumere in quantità ridotta. Così facendo il cervello che normalmente funziona solo a zuccheri, dopo 4\5 giorni si converte – per produrre energia - all'uso di determinati grassi e tutto il corpo si riprogramma. Per tutti i giorni i consigli di Longo a tavola sono: poche proteine, tanti carboidrati complessi provenienti preferibilmente dalle verdure, (poca) frutta, tanti legumi e olio di oliva. Il Pesce andrebbe mangiato 2-3 volte a settimana ma limitando al massimo quello ad alto contenuto di metalli pesanti (tonno e in generale pesci predatori di grandi dimensioni) e scegliendo quello con alto contenuto di omega-3/6 e/o vitamina B12 (acciughe, sardine, merluzzo, orate, trota, vongole, gamberi). Largo quindi ai legumi (fagioli, ceci, piselli..) che dovrebbero diventare la principale fonte di proteine. Buona longevità a tutti!

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Cristiano Mattana